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23 gennaio 2012

2050: il cibo del futuro



Entro il 2050 ci saranno 2 miliardi e mezzo di persone in più sul pianeta, cosa dare a loro da mangiare, la scienza risponde, insetti, alghe e carne "coltivata " in laboratorio.



L'ONU afferma che dobbiamo raddoppiare i prodotti alimentari, ma come fare se già ora 1 miliardo di persone vivono in scarsità di cibo, i terreni diminuiscono, i deserti avanzano,i mari sono sovra sfruttati e i cambiamenti climatici mettono in crisi i raccolti?Cinquanta anni fa la rivoluzione agricola è riuscita a fare il salto, grazie a fertilizzanti chimici e un massiccio uso di sementi, ma oggi la popolazione mondiale è il doppio e va ripensato il modo di coltivare la terra.

Alghe
Le alghe sono organismi unicellulari in grado di crescere molto rapidamente in mare, in acque inquinate e nei luoghi inospitali, dalle alghe possiamo ricavare ottimo biocarburante, pensiamo che una fattoria di alghe potrebbe produrre dai 5.000 ai 10.000 litri di olio per ettaro, rispetto ai soli 350 litri di etanolo per ettaro coltivato con colture come il mais. Inoltre, le alghe. possiamo utilizzarle per nutrire milioni di animali o usarle come fertilizzanti.e.

Carne artificiale
Sembra carne ma non lo è, è una carne artificiale che si ottiene da cellule staminali cresciute in vasche. Qualche numero: il bestiame occupano quasi 1/4 di tutte le terre coltivabili, e colture per l'alimentazione animale occupa un altro quarto. L'occidente è un gran consumatore di carne e questa pratica si sta diffondendo anche in oriente, più carne significherebbe più animali, e più disboscamento per ottenere terreni. Gli scienziati sono convinti che la carne artificiale è l'unica soluzione al problema, in Europa il prossimo anno vedrà la luce il primo hamburger artificiale.


Insetti
Locuste, cavallette, ragni, vespe, vermi, formiche e scarafaggi non fanno parte della "dieta" occidentale, ma almeno 1400 specie sono mangiate in tutta l'Africa, America Latina e Asia. Con l'aumento dei prezzi alimentari anche l'uso di insetti come alimento potrebbe essere preso in considerazione nel vecchio continente. Gli insetti sono ricchi di proteine, calcio e ferro e sono a basso contenuto di grassi e colesterolo, inoltre gli insetti hanno bisogno di poco spazio per essere "coltivati" senza contare i bassi costi di produzione. L'unione europea finanzia la cosa con 3 milioni di €.

Tre scenari che ci aspettano nei prossimi anni , il mondo cresce più in fretta di quanto immaginiamo e vanno prendere contromisure. VIA guardian

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